ACCORDO PER IL CREDITO 2015

Firmato nella giornata del 1° aprile 2015 da Confapi insieme alle altre Confederazioni rappresentative delle PMI con l’ABI, l’Accordo per il Credito 2015 comprende al suo interno tre principali interventi per aiutare le PMI nel sostegno al credito:  una nuova moratoria e allungamento dei mutui, un nuovo specifico plafond per il finanziamento dei progetti di investimento e la costituzione di un altro per lo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti della PA.

Le domande possono essere presentate fino al 31/12/2017.

 

Imprese in ripresa

Sulla moratoria sono stati previsti due interventi.

 

OPERAZIONI DI SOSPENSIONE DEI FINANZIAMENTI

- Operazioni di sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio - lungo termine (di seguito “mutui”), anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie;

- Operazioni di sospensione per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing rispettivamente "immobiliare" ovvero "mobiliare".

Principali condizioni:

- Ammissibili le rate (per la parte di quota capitale) dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario in essere e che non abbiano usufruito si sospensione o allungamenti nell’arco dei 24 mesi precedenti;

- Rate devono essere in scadenza o già scadute da non più di 90 giorni dalla presentazione della domanda;

- Le operazioni di sospensione in favore di PMI che non registrano difficoltà nel rimborso del prestito sono realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario e senza la necessità di garanzie aggiuntive (lo stesso vale per le imprese che manifestino difficoltà nel rimborso del prestito se il finanziamento per il quale si chiede la sospensione sia assistito dalla copertura di un Fondo di Garanzia);

- Negli altri casi, la banca potrà applicare un tasso d’interesse entro il limite dello 0,75%.

Trascorsi due anni, se l’impresa nel frattempo è stata regolare nel rimborso, al finanziamento tornerà ad essere applicato il tasso originario.

 

OPERAZIONE DI ALLUNGAMENTO DEI FINANZIAMENTI

Prevede la possibilità:

a) di allungare la durata dei mutui, che non siano stati allungati o sospesi nell’arco dei 24 mesi precedenti;

- Il periodo massimo di allungamento dei mutui è pari al l00% della durata residua del piano di ammortamento. In ogni caso, il periodo di allungamento non sarà superiore a 3 anni per i mutui chirografari e a 4 anni per quelli ipotecari;

- La banca valuterà l’eventuale variazione del tasso d’interesse che, in caso di incremento, non potrà comunque essere superiore ad un aumento del costo di raccolta della banca rispetto al momento dell’iniziale erogazione. L’incremento dovrebbe avere un tasso massimo oltre il quale non potrà andare.

b) di spostare in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento alla anticipazione di crediti certi ed esigibili;

c) di allungare per un massimo di 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione.

 

Imprese in sviluppo

Il plafond così costituito dovrebbe avere una dotazione di circa 10 miliardi: gli investimenti che potranno essere oggetto di finanziamento sono tutti gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa (anche quelli relativi alla c.d. “Nuova Sabatini”). Il Plafond potrà anche essere utilizzato per finanziare l’incremento del capitale circolante necessario a rendere operativi gli investimenti realizzati o in corso di realizzazione, oltre alla capacità operativa necessaria a far fronte a nuovi ordinativi.

Il tasso di interesse applicato sarà determinato in base a due elementi:

1) il costo della provvista per la banca;

2) uno spread in funzione della qualità di impresa e del progetto di investimento.

 

Imprese e PA

Il plafond così costituito dovrebbe avere una dotazione di circa 10 miliardi: esso potrà essere utilizzato per 

1) sconto pro soluto, anche con garanzia dello Stato; 

2) anticipazione del credito con cessione dello stesso (realizzata anche nella forma dello sconto pro solvendo); 

3) anticipazione del credito, senza cessione dello stesso.

Le operazioni di sconto pro soluto ex DL n. 66/2014 possono essere realizzate anche in favore di pmi che non siano “in bonis”. Come nel precedente accordo, i crediti devono essere “certificati” come certi, liquidi ed esigibili. Nel caso di anticipazione del credito senza la cessione dello stesso, è condizione necessaria l’acquisizione della copertura del Fondo di Garanzia o di un altro garante che si controgarantisca con il Fondo di Garanzia.

L’importo dell’anticipazione non potrà essere inferiore al 70% dell’ammontare del credito che l’impresa vanta nei confronti della PA.

Il tasso di interesse sarà determinato sulla base di due elementi: 

1) il costo della provvista per la banca; 

2) uno spread funzione della qualità dell’impresa, del garante e della struttura/tipologia dell’operazione.

 

Accordo per il Credito 2015

 

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