Il quadro economico presentato dai dati statistici relativi al terzo trimestre del 2016 ha dimostrato una dinamica di crescita dell’economia italiana che continua ad essere molto lenta anche se l'ISTAT prevede un andamento positivo del PIL (+0,9%). La stima è comunque ancora inferiore ai corrispondenti risultati dei partner europei (2,3% nel Regno Unito; 1,1% in Francia; 1,6% nel complesso dei paesi dell’area Euro). 

Una influenza negativa sui dati economici potrebbe dipendere dal raffreddamento della domanda estera, strutturalmente fondamentale per la nostra regione: rispetto allo stesso periodo del 2015, la crescita tendenziale è stata pari al +0,3%, il dato più basso dal 2012.
La crescita della produzione industriale si dimostra invece tendenzialmente positiva, registrando un +2%.
Il processo di "selezione delle imprese" ha rallentato ma il risultato delle chiusure aziendali rispetto alle aperture continua ad essere negativo, protraendosi dal 2008: le imprese attive alla fine del terzo trimestre 2016 risultano diminuite dello 0,4% . Diminuiti anche i procedimenti per fallimenti e concordati che durante il trimestre sono stati 238.

Sul mercato del lavoro questi dati hanno portato ad un aumento percentuale delle cessazioni dei dipendenti del 3,9%; le assunzioni, d'altra parte sono aumentate, del 1,8%. Il bilancio trimestrale è fortemente negativo, anche a causa delle chiusure dei contratti stagionali, e il tasso di disoccupazione è stabile al 7%: il recupero dei livelli occupazionali precrisi è ancora quindi incompleto. Dato positivo il recupero delle assunzioni di apprendisti che registra un +23%. Ripresa registrata anche dai rapporti di lavoro a termine, sia a tempo determinato (+3%) che di lavoro somministrato (+15%).

 

Fonte: Veneto Lavoro

 

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