Ad un anno dalla pubblicazione del Manifesto della Svolta sugli ambiti di azione prioritari della Confederazione per una miglior tutela delle PMI italiane nostre associate, CONFAPI tira le somme di quanto fin'ora fatto e ottenuto durante l'assemblea annuale dello scorso 28 luglio.

 

In seguito riportiamo alcuni interessanti spaccati dalla relazione del Presidente Nazionale Maurizio Casasco.

"Non è una novità per noi che le nostre PMI rappresentino la vera forza del nostro sistema industriale (...) ma a questa constatazione non è finora corrisposta, come sappiamo bene, un’attività politica e normativa in grado di tutelare questa nostra ricchezza. Questo Governo dice di partire dalla considerazione che le PMI sono strette dal debito e dalla scarsa capitalizzazione. Giusto e vero.
Si è così prefisso l’obiettivo di canalizzare i flussi di risparmi dei privati nelle aziende. La prima misura prevista tramite il PIR (Piano individuale di Risparmio) dovrebbe permettere ai risparmiatori di investire nelle società che emetteranno tali strumenti finanziari a fronte di una defiscalizzazione dei rendimenti, già taglia fuori la grandissima parte delle nostre PMI, essendo destinata ad aziende con fatturati da 50-200 milioni di euro. Se l’intenzione del Governo è quella di accompagnare le PMI in una crescita dimensionale al fine di far fronte alle sfide del mercato globale, occorrerebbe agevolare le aggregazioni e non dotare di strumenti quelle già strutturate, facendo invece morire quelle di minori dimensioni. Per esempio, concedendo un credito di imposta a fronte di operazioni straordinarie di merger and acquisition (fusioni e acquisizioni); oppure, compatibilmente ai limiti di spesa, riconoscere alle aziende finanziamenti, a tassi favorevoli, a fronte dell’impegno da parte dei soci di sottoscrizione e versamento di capitale nella società beneficiaria. Bisogna adottare una politica fiscale agevolativa a favore delle piccole e micro imprese che passa per la progressività dell’IRES, il riconoscimento di un rendimento nozionale, riconosciuto sul capitale immesso nell’ impresa, di diversa entità a seconda che si tratti di piccola o media impresa o grande impresa, la deducibilità degli interessi passivi con una franchigia minima di deducibilità.

Confapi deve però, da parte sua, poter esprimere con maggiore forza e ampiezza le sue posizioni su quei grandi temi dell’economia, del mercato del lavoro, dell’agenda politica nazionale e internazionale che direttamente o indirettamente riguardano gli interessi delle aziende associate. Per far questo, si lavorerà sulla professionalizzaizone e la trasparenza della lobby CONFAPI, nonchè su miglior coordinamento con le sedi territoriali.

Partendo dalle considerazioni generali sulla politica economica europea e tenuto conto che gran parte della legislazione che interessa le PMI viene prodotta in ambito UE, abbiamo ulteriormente rafforzato la parternship con CEA PME. Le nostre azioni di pressione su temi quali il TTIP, il trattato di libero scambio tra Stati Uniti e Europa, hanno dato risultati. Siamo stati tra i primi, al Congresso europeo delle PMI nel 2014, a denunciare che tale trattato se non modificato, sacrificherebbe, sull’altare degli interessi delle multinazionali, il nostro made in Italy di qualità nonché le nostre regole e tutele per prodotti e consumatori.  Noi di Confapi, insieme ai nostri partner di CEA PME, pur essendo sostenitori convinti del libero mercato, abbiamo più volte ribadito che la rimozione degli ostacoli al libero scambio e agli investimenti non può essere fatta a carico delle piccole e medie imprese. Abbiamo evidenziato e portato all’attenzione dei decisori anche quali punti potrebbero creare più danni alle nostre aziende.  Abbiamo in programma un'importante iniziativa per il prossimo settembre, per discutere, insieme a CEA PME, di come costruire, nell’ottica delle PMI, fondamenta per una nuova Europa anche trattando temi come il TTIP o il riconoscimento della Cina come economia di mercato.

Le PMI hanno bisogno di innovazione di prodotto per continuare ad essere competitive. Stiamo lavorando, in collaborazione ad un progetto di spin-in in collaborazione con il sistema universitario: i ricercatori e gli specialisti con le aziende Confapi condivideranno il loro know-how per individuare nuovii brevetti utili alle imprese per l’elaborazione di nuovi prodotti e finanziare i nostri giovani e i nostri atenei. Nel Manifesto della Svolta si sottolinea come oggi l’imprenditore è una figura chiave così come l’impresa è l’unico luogo possibile della ripartenza, dell’inversione di marcia rispetto alla crisi. Per questo motivo, noi non possiamo prescindere da una sensibilità globale su temi quali l’ambiente, la scuola, la cultura. Investire in capitale umano è una delle chiavi di volta per superare una crisi, che ormai non possiamo più nemmeno definire tale. La cultura, la conoscenza sono gli strumenti, direi indispensabili, che ci possono supportare in un contesto in cui sono saltati i vecchi punti di riferimento e in cui dobbiamo inventarne e crearne degli altri. Per questo, insieme alla Fiom, e all’Università di Tor Vergata (Roma) e al Fondo bilaterale EBM, CONFAPI ha sviluppato il progetto Obiettivo Laurea che prevede 180 borse di studio per pagare interamente un corso universitario ai lavoratori e ai loro figli. Verranno coinvolte altre prestigiose università su tutto il territorio nazionale con un investimento considerevole, ma con un obiettivo che mostra di guardare al futuro, che è la prospettiva, poi, che muove ogni vero imprenditore.
E al futuro, oltre che al presente, guardiamo anche in un altro settore cruciale per la nostra Confederazione: le Relazioni industriali. Con l'ultimo accordo sulla Rappresentanza, sulla Bilateralità, sul Modello contrattuale e sulla detassazione, abbiamo stabilito, procedure chiare e corrette, abbiamo imposto la necessità di un impegno comune per bloccare la proliferazione dei contratti, abbiamo lavorato e stiamo lavorando affinché, anche nel mondo del lavoro, vinca un sistema meritocratico. Questo significa non più risorse a pioggia, ma premi di produzione mirati e defiscalizzati che favoriscano la tenuta e lo sviluppo della produzione e del lavoro. Nell'ottica di rinnovo che stiamo addottando per rompere schemi obsoleti e inefficienti, Confapi vuole introdurre, anche in sede contrattuale, elementi in linea con i cambiamenti e le sfide che ci attendono; questo avvalendoci di tecnici ed esperti all'inetrno della nostra rete. E’ un metodo di lavoro che vorremmo continuare a seguire, proponendoci come innovatori anche in un settore come quello delle relazioni industriali, per molti versi cristallizzato e frutto di una realtà che ormai non c’è più."

 

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