Tra i settori che maggiormente hanno subito e stanno subendo le negative conseguenze dell’emergenza Covid19, il manifatturiero è sicuramente uno dei maggiormente colpiti.

 

Dai dati dell’indagine VenetoCongiuntura emerge come nel primo trimestre dell’anno in corso la produzione industriale in Veneto abbia registrato un crollo del -7,6% rispetto lo stesso periodo dell’anno 2019. L’indicatore in questi ultimi anni aveva evidenziato un graduale indebolimento (+1,3% in media d’anno 2019, +3,2% nel 2018), ma la pandemia di Covid-19 ha avuto un violento impatto per il comparto manifatturiero regionale.

Se ne è discusso ampiamente durante il webinar organizzato da Unioncamere del Veneto e l’Osservatorio economico e sociale di Treviso e Belluno al quale abbiamo partecipato lo scorso venerdì 05 giugno. Scopo dell’incontro era appunto quello di illustrare gli effetti dell’emergenza Covid-19 sul manifatturiero veneto e le ripercussioni su imprese, business e occupazione.

E’ stata l’occasione per fare il punto sull’occupazione con i dati illustrati da Veneto Lavoro, diretto da Tiziano Barone, al quale è stata affidata la chiusura dell’interessante e utile confronto online.

L'effetto dell’emergenza sanitaria ha comportato, su base annua (variazione tra il 31 maggio 2020 e il 31 maggio 2019) una riduzione pari a circa -41.000 posizioni di lavoro dipendente, bruciando dunque anche la crescita tendenziale ancora in essere all’inizio della pandemia e pari a circa +20.000 posti di lavoro. Ciò è conseguenza di una dinamica congiunturale radicalmente segnata dalla pandemia: tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020, infatti, la variazione dei posti di lavoro è stata negativa, pari a –26.000 unità, mentre nello stesso arco di tempo dello scorso anno la variazione era stata positiva e pari a +35.000 posti di lavoro, con un differenziale negativo tra i due periodi, pertanto, pari a circa -61.000 posti di lavoro (un valore complessivo che si colloca attorno al 3% dell’occupazione dipendente).

Una nota positiva è rappresentata dal fatto che dal 4 al 31 maggio si è dispiegata una significativa tendenza alla progressiva riduzione del differenziale nel numero di assunzioni tra 2019 e 2020: -34% (meno -21% dal 18 alla fine del mese) mentre tra il 23 febbraio ed il 3 maggio la variazione negativa era stata quasi doppia (-61%).

Tale differenziale si riduce ancor più significativamente per diversi settori e in alcuni casi (costruzioni, tessile abbigliamento, servizi turistici) si registrano anche incrementi volti al recupero delle posizioni perdute.

Nel mese di maggio il saldo occupazionale è tornato ad essere positivo, non lontano da quello del 2019 (+1.437 contro +3.537): ciò ha significato in sostanza, su base annua, l’arresto della fase di contrazione dei posti di lavoro.

Molto interessante, inoltre, è stato l’approfondimento da parte del team di Ca’ Foscari, anche attraverso l’analisi congiunta di dati Uniocamere Veneto e Veneto Lavoro, il quale ha messo in evidenza il nesso tra l’evoluzione tecnologica 4.0 delle imprese della manifattura veneta nell’ultimo decennio, la qualità del capitale umano aziendale e le prime evidenze di capacità di resistenza sviluppata dalle imprese, anche in relazione agli importanti effetti del Covid sulle performance economiche.

 

Il Presidente di Apindustria Venezia Marco Zecchinel commenta: “Se ne evince in modo inequivocabile come siano le imprese a più alta intensità tecnologica e dotate di risorse umane con maggiori conoscenze scientifiche e tecniche a mostrare maggiore resilienza e alcuni primi segnali di recupero, anche se ancora deboli.

Nella fase post coronavirus, ad essere avvantaggiate saranno le imprese tecnologicamente più avanzate, che hanno saputo cogliere e sfruttare le opportunità digitali e all’avanguardia, a discapito di realtà meno strutturate, le quali, sino ad oggi, hanno investito limitatamente nelle tecnologie di base.

Al fine di favorire lo sviluppo tecnologico e strutturale delle aziende, nei mesi a venire, il compito di Apindustria Venezia e di Confapi treviso sarà quello d’essere, per i nostri associati, la cinghia di trasmissione degli strumenti e dei bandi che saranno messi a disposizione delle aziende”.

 

Il presidente Zecchinel sottolinea infine: “I dati dimostrano in modo inequivocabile che la ripresa dell’economia regionale passa attraverso la capacità delle aziende di generare valore; i temi dell’impresa devono essere messi al centro del dibattito politico nazionale”.

 

                 PER INFO E SUPPORTO SCRIVI A UFFICIOSTAMPA@APINDUSTRIAVENEZIA.IT O CHIAMA A 041.8470725

 

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