I principali dati congiunturali emessi dal Bollettino Socio-economico del Veneto attestano una crescita della PIL e della domanda interna. Positivo il balzo in avanti del settore agricolo e terziario, ma preoccupa l'incremento dei fallimenti d'impresa.

 

Rispetto ad un anno fa, nel III trimestre del 2019 i lavoratori nella nostra regione aumentano dell’1%, mentre le persone in cerca di lavoro diminuiscono del 7,4%, quasi esclusivamente per effetto della componente maschile. Di conseguenza il tasso di occupazione veneto passa dal 67% rilevato nel III trimestre 2018 al 67,3% registrato nel III trimestre 2019, mentre il tasso di disoccupazione scende dal 5,5% al 5,1%. Salgono i lavoratori equivalenti in Cassa Integrazione: erano 6.467 nel secondo trimestre 2018, sono 7.895 nello stesso periodo del 2019.

La dinamica imprenditoriale nel terzo trimestre del 2019 mostra un sostanziale equilibrio congiunturale: Veneto e Italia chiudono entrambi il trimestre con un +0,1% rispetto al trimestre precedente. Tutti i comparti fanno registrare variazioni congiunturali vicine allo zero. La dinamica è invece leggermente negativa a livello tendenziale (Veneto e Italia chiudono il terzo trimestre del 2019 rispettivamente con un -0,5% e -0,2% sullo stesso trimestre del 2018). I fallimenti d’impresa nei primi 9 mesi del 2019 crescono del 9,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Dando un occhio al Prodotto interno lordo, si stima che il PIL veneto nel 2018 cresca dell’1,5%, un tasso superiore alla media nazionale. La domanda interna continua a muoversi: i consumi delle famiglie salgono dello 0,7% e per gli investimenti si stima un rialzo del 4,3%. Il risultato del 2018 è attribuibile ad una buona performance dell’industria veneta, che registra una crescita del valore aggiunto di tre punti percentuali su base annua, e del settore edilizio (+1,9%). Torna ad avanzare, dopo un 2017 non entusiasmante, il comparto agricolo (+4,4%) e si conferma contenuta la crescita del terziario (+1%). Nelle previsioni del 2019 la ripresa dovrebbe proseguire con una variazione dello 0,4%.

Per quanto concerne gli interscambi commerciali, nei primi nove mesi del 2019 il valore delle esportazioni venete di beni è stato pari a 47,8 miliardi di euro, registrando un incremento del +1,1% rispetto allo stesso periodo del 2018. La performance manifestata dalle esportazioni regionali resta inferiore sia al +3,3 con il quale si era chiuso il 2018 che al +2,5% registrato in ambito nazionale nei primi nove mesi dell’anno in corso. A trainare l’export veneto sono i settori dei mezzi di trasporto, delle forniture mediche (occhialeria) e delle produzioni agroalimentari. Tra i mercati di destinazione, si segnala il sensibile aumento delle vendite verso Stati Uniti, Spagna e Francia.

 

Fonte: elaborazioni dell'Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati INPS e ISTAT

 

 

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