I giovani preferiscono cercare opportunità, soddisfazioni e riconoscimenti professionali non soltanto in Paesi stranieri, ma anche in Regioni più attrattive come la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

 

MERITOCRAZIA E STIPENDI

Secondo un’indagine di Almalaurea, il 48,6% degli italiani è convinto che per trovare un posto di lavoro che rispecchia le proprie aspettative contino più le conoscenze interpersonali che le regole.

Il “Bel Paese”, quindi, soffre di un problema strutturale che lo caratterizza da sempre: la mancata meritocrazia. I risultati del Meritometro (l’indicatore europeo che misura il livello di meritocrazia di un Paese) mostrano con estrema chiarezza un deficit dell’Italia su tutti i fattori presi in considerazione dall’indicatore, segnalando una sostanziale stagnazione dalla quale non riusciamo a muoverci dal 2014 ad oggi. L’Italia, in lieve peggioramento rispetto a 2016, rimane in ultima posizione con un punteggio di 23,15, lontana ben 44 punti dalla Finlandia e 10 punti dalla Spagna, che è in penultima posizione.

Gli stipendi, invece, sono tra i meno pagati d'Europa nei propri contratti di ingresso, con una retribuzione annua lorda di 30.400 euro che scende a 21.300 euro quando si parla di stipendio netto; è il terzultimo valore in Europa, sopra solo a Grecia e Portogallo (6mila euro in meno rispetto agli standard della Germania).

 

IL RUOLO DEL NORDEST

Rispetto agli ultimi dati a disposizione, il panorama regionale non risulta soddisfacente: il Veneto perde giovani laureati a vantaggio di altre Regioni italiane: meno 4,6 di mobilità ogni mille neodottori nel 2017, meno 2,6 nel 2018.

Lombardia e Emilia-Romagna sono tra le Regioni che hanno una maggior capacità di attrarre nuovi giovani talenti, grazie anche alle politiche di sviluppo economico promosse negli ultimi anni e finalizzate a supportare l’innovazione tecnologica e digitale delle PMI (l’Emilia-Romagna è al primo posto in Italia per lo sviluppo digitale secondo l’indice Desi – digital economy & society index).

“Il Nordest, nella competizione fra territori, perde posizioni perché è carente a livello infrastrutturale - conferma Nicola Zanon, Direttore di Apindustria Venezia. "Per ridurre il gap è indispensabile valorizzare i processi d’innovazione a tutti i livelli, promuovendo una diversa cultura di fare impresa e sfruttando le opportunità offerte dai Bandi e dalla finanza agevolata”.  

Il mondo imprenditoriale è ormai convinto che bisogna agire poiché consapevole che il risultato di questa situazione è l’impoverimento del Sistema Italia, sia in termini di attrattività che competitività.

 

PER INFO E SUPPORTO SCRIVI A SEGRETERIA@APINDUSTRIAVENEZIA.IT O CHIAMA A 041 3195011

 

 

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