CADORE. Cultura, Dolomiti, capacità imprenditoriale. Questi i tre pilastri su cui poggia la candidatura del Cadore a “Capitale italiana della cultura 2020”. Il dossier, già presentato al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, è stato illustrato ieri mattina nella sede della Provincia, a Belluno. Presente anche Pier Paolo Baretta, sottosegretario ad Economia e Finanze, che ha sostenuto la candidatura dall'inizio.

Sono state 46 le città che, nei mesi scorsi, hanno presentato la propria manifestazione d’interesse al bando del MiBact. E per il Veneto sono due i concorrenti: Cadore e Treviso. Al bando potevano partecipare i Comuni oppure enti come la Provincia. E la candidatura, proposta da Selva e poi presentata come manifestazione d’interesse da Pieve, è stata prontamente accolta dalla Magnifica, che ha optato per una scelta originale. «A essere candidata non è una singola città, ma un’area formata da 22 Comuni, che costituiscono l’intero Cadore», ha sottolineato Renzo Bortolot, presidente della Magnifica, «questo progetto è stato colto come occasione per rinsaldare l’identità storico-culturale del nostro territorio, pianificando anche una programmazione che ha l’obiettivo di costruire un turismo culturale territoriale, oggi assente, attraverso un lavoro coordinato tra le varie realtà e istituzioni culturali».

La candidatura conta su un partenariato tra pubblico e privato ed è portata avanti da un comitato tecnico-scientifico e da un comitato operativo-organizzativo. Entro il 15 novembre il ministero renderà nota la selezione delle dieci realtà finaliste, che avranno l’opportunità di presentare il proprio dossier in un incontro pubblico a Roma. Il nome della città vincitrice si saprà entro il 31 gennaio 2018. Alla domanda sui due concorrenti veneti, Cadore e Treviso (Luca Zaia nei giorni scorsi ha ufficializzato il proprio sostegno a quest’ultima città), Baretta ha risposto che la sua presenza ieri a Belluno è un chiaro segnale di impegno nei confronti del Cadore. «Ho accolto volentieri l’invito per due motivi», ha evidenziato, «in primis perché sono veneto e in secondo luogo per la ricchezza della proposta fatta dal vostro territorio. Tra l’altro, emerge anche un nuovo modo di vedere la candidatura: il concetto di città si trasforma in quello di comunità. Dovrà essere ben presentato a coloro che dovranno decidere. Quando viene fatta una scelta di questo tipo», ha aggiunto, «vuol dire anche che si fa un salto di qualità, in quanto si pensa a una programmazione che tiene insieme una comunità che si presenta unita, con orgoglio. Da parte sua, Bortolot ha fatto presente che «il Cadore sosterrà Treviso se quest’ultimo arriverà tra i primi 10 e ci aspettiamo che venga fatto altrettanto se saremo noi a essere selezionati».

 

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