Il bando per la manifestazione di interesse delle aziende che intendono investire nelle Aree di Crisi Complessa del comune di Venezia sarà aperto entro i primi giorni di novembre, ma già è iniziato il lavoro di confronto tra le parti sociali, la Regione, il Comune e il Porto di Venezia che dovranno mettere a punto un nuovo Accordo Programma per poi passare alla verifica e al finanziamento dei progetti presentati con la supervisione della società del ministero dell'Economia, Invitalia spa.

Il primo incontro che ha dato l'avvio a questo confronto si è tenuto ieri in Regione - convocato dagli assessori Roberto Marcato (Sviluppo Economico) ed Elena Donazzan (Lavoro e Formazione) - a cui hanno partecipato Cgil, Cisl, Uil veneziane, Confindustria, l'Unione Provinciale Artigiani, l'Api, l'Autorità Portuale e il Comune di Venezia.

Un incontro «positivo» secondo i sindacati dei lavoratori che hanno chiesto e ottenuto dalla Regione l'impegno a convocare un "tavolo tecnico tematico" a livello locale che interagirà con il "Gruppo di Coordinamento e Controllo per l'area di crisi industriale complessa di Venezia, Porto Marghera e Murano", composto da rappresentanti istituzionali della Regione, del Comune e della Città metropolitana, l'Autorità di sistema portuale e ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico. «Siamo soddisfatti per il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali - ha commentato Paolo Pozzobon, segretario della Cisl Metropolitana veneziana - per la messa punto delle linee guida dell'Accordo di Programma. Si tratta di un impegno di non poco conto per il quale dovremo sviluppare il massimo di attenzione in tempi brevi. Per quanto ci riguarda siamo pronti».

«Quel che dispiace - ha aggiunto Paolo Pozzobon - è che i rappresentanti di Confindustria hanno fatto ancora scena muta durante l'incontro in Regione. Non capisco il motivo per il quale non vogliono dire la loro su un tema così importante per le aziende industriali».

«Soddisfatto» anche Enrico Piron, segretario generale della Cgil Metropolitana di Venezia, per il quale il riconoscimento, seppur tardivo, di Venezia come area di crisi complessa: «Rappresenta una straordinaria opportunità per ricostruire un tessuto industriale duramente indebolito, trasformato e inaridito dopo anni di profonda crisi accompagnati da scelte politiche inadeguate e da scarso controllo sulle ingenti risorse finora arrivate al territorio».

Da parte sua l'assessore regionale al Lavoro, Donazzan, ha ribadito che: «La vocazione manifatturiera è un atto di coerenza. La Regione ha come obiettivo prioritario quello di investire sul rilancio di Porto Marghera e del territorio veneziano ma uno degli elementi di novità introdotti con il riconoscimento di Venezia come area di crisi complessa è il protagonismo dell'impresa. Compito delle istituzioni sarà favorire le condizioni perché le imprese vengano ad investire qui e dar vita a nuova occupazione. Quello delle parti sociali orientare le scelte perché conoscono le esigenze del territorio».

L'assessore allo Sviluppo Economico, Marcato, ha confermato che la Regione «darà priorità, anche per quanto riguarda l'assegnazione dei fondi europei, a chi viene a investire qui. Non ci sono novità per quanto riguarda i marginamenti a Porto Marghera. I progetti ci sono ma non i 200 milioni necessari per completarli».

I tecnici dell'Unità di Crisi della Regione hanno ricordato che al termine del percorso - nei primi mesi del prossimo anno - si arriverà alla sottoscrizione di un Accordo di Programma ma che in ogni caso il soggetto gestore sarà Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del ministero dell'Economia.

 

Fonte: La Nuova Venezia

 

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