Sicurezza post-Covid sui luoghi di lavoro: "Bisogna ripartire subito"

Partecipata video-conferenza tra Confapi Treviso, Apindustria Venezia e Ulss 2 per ragionare sui prossimi passi delle aziende in ambito sanitario

Sicurezza post-Covid sui luoghi di lavoro

TREVISO – Come garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro? Si è svolta giovedì una videoconferenza tra le Associazioni Confapi Treviso e Apindustria Venezia e i vertici dell’Ulss 2 marca trevigiana, nelle persone del Dott. Stefano De Rui, Direttore del Dipartimento di Prevenzione e del Dott. Enrico Contessotto, Direttore Equipe Spisal.

Presenti per Confapi la Presidente Federica Polloni e il Direttore di Apindustria Venezia Nicola Zanon.

Lo scopo dell'incontro è stato quello di instaurare un dialogo con il mondo della sanità locale, per supportare gli imprenditori associati delle Piccole e Medie Imprese del territorio nell’affrontare questa “fase2” dell’emergenza coronavirus in sicurezza, all’interno dei luoghi di lavoro.

La Presidente Polloni ha ricordato come la necessità di fermare le aziende e attività è stata la risposta comune e condivisa alla prima fase emergenziale, ma che oggi è chiaro come sia arrivato il momento, con altrettanta doverosa responsabilità, di ripartire.

Ha posto l’attenzione sul come, in questa partita, tutti giochino con un comune obiettivo, e che un ruolo fondamentale sia rappresentato anche dagli enti preposti a monitorare la corretta attuazione delle misure di sicurezza individuate dal Protocollo Condiviso.

“Ringrazio il Dott. De Rui e il Dott. Contessotto per essersi messi a disposizione in un confronto costruttivo e concreto con le nostre imprese associate – ha dichiarato la Presidente. La partecipazione numerosa è l’evidente dimostrazione che noi imprenditori ci siamo, con senso di responsabilità e cura, pronti a fare il necessario purché ci sia detto in maniera chiara, con attenzione alle specificità delle diverse realtà imprenditoriali, senza lasciare indietro nessuno.

Abbiamo bisogno di essere aiutati – ha proseguito – nel lanciare un messaggio forte e rassicurante ai nostri collaboratori e ai nostri clienti. Le aziende devono diventare i luoghi più sicuri come sostiene, dall’inizio di questa emergenza, il nostro Presidente Nazionale Casasco. E noi non abbiamo paura nell’impegnarci a farlo.”

Il costruttivo dibattito con gli interessati partecipanti collegati ha visto il susseguirsi di specifiche domande, con risposta immediata, rivolte agli interlocutori su temi di stringente necessità e fondamentale conoscenza, al fine di ripartire con quanto necessario per la salvaguardia della salute comune.

I quesiti hanno riguardato i dispositivi di protezione individuale (certificazioni necessarie, modalità di reperimento,…), le caratteristiche della figura del “Covid manager” e relativa eventuale formazione, le tempistiche e le modalità legate ai corsi di formazione sulla sicurezza per i lavoratori, soprattutto per la parte pratica sin ora bloccata, ma anche le sanificazioni riguardanti indumenti nel settore dell’abbigliamento, l’efficacia o meno dell’ozono per la fase di disinfezione e sanificazione stessa degli ambienti, nonché le modalità di consumazione dei pasti tra colleghi della stessa azienda e di spostamento con mezzi di trasporto comuni per raggiungere i luoghi di lavoro. Non potevano mancare, infine, le richieste di dettagli circa le modalità e numeri legati ai test sierologici e tamponi che si stanno effettuando in questi giorni e in previsione di aumento sensibile nelle prossime settimane.

A tal proposito il dott. De Rui ha fatto sapere che si stanno quotidianamente effettuando circa 1200 test nell’Ulls2, tra il “Palaverde” e la “Madonnina”, con un 5% di falsi positivi riscontrati. I tempi di attesa dell’esito dei tamponi, solo per chi già preventivamente positivo al test, sono di circa 72 ore; arco di tempo da effettuarsi in quarantena precauzionale e quindi in necessaria assenza dai posti di lavoro. Sono stati rassicuranti le affermazioni del Dott. De Rui, circa i 3900 controlli effettuati dal Dipartimento di Prevenzione nelle attività rimaste operative, che constatano un atteggiamo attento e sensibile da parte degli imprenditori.

 

“Questo significa – ha affermato Polloni - che si può e ci deve essere data fiducia, senza rinunciare all’attività di monitoraggio che si rivela preziosa se interpretata come sin ora fatto e non allo scopo di colpire chi sta già pagando un duro prezzo”. Ha dichiarato infine, a nome di tutti gli imprenditori, la convinzione che la ricerca di questa forma di dialogo e confronto aiuterà non solo il sistema azienda ma anche la collettività.

 

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