La plastic tax, afferma il Presidente di Confapi Maurizio Casasco, colpisce il cuore del sistema produttivo, rischiando di metterne a rischio numerosi posti di lavoro.

 

Roma, 5 dicembre 2019 – Alla luce dell'emendamento governativo presentato in data 4 dicembre 2019, Confapi, la Confederazione della piccola media industria privata, ribadisce la sua contrarietà a una misura che rischia di colpire, in un momento già difficile, un'intera filiera rappresentata dalle tante Pmi che operano sul territorio nazionale.

Plastic tax, alla fine chi pagherà di più?
La plastic tax colpirà con una tassazione di 0,50 euro al chilo (quota ridotta del 50% rispetto la prima bozza di legge) la plastica contenuta nei manufatti con singolo impiego. In pratica quasi tutti gli imballaggi in plastica. Quindi saranno tassati i prodotti monouso come le bottigliette, i sacchetti, le vaschette in polietilene, le buste dell’insalata, ma anche il contenitore del latte o quelli per i detersivi.



“Pur apprezzando l’apertura di un tavolo al Mef, non possiamo nasconderci - sottolinea il presidente Maurizio Casasco - che il provvedimento rappresenta pur sempre un cinquanta per cento di una tassa, e non un cinquanta di sconto, che va ad incidere nel corpo vivo di un sistema produttivo, rischiando di metterne a rischio la sopravvivenza e numerosi posti di lavoro. Per di più il provvedimento non può nemmeno essere considerato come tappa necessaria per costruire un cammino verso un'economia sostenibile, traguardo quest’ultimo che i nostri imprenditori vogliono raggiungere poiché rappresenta un doveroso lascito alle generazioni future, oltre che un’opportunità di crescita per l’economia del Paese”.

 

Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a visitare il sito ne accetti l'uso

  Io accetto i cookies di questo sito.