"La plastic tax costituisce indubbiamente una falsa partenza per l’economia sostenibile" queste le parole di Delio Dalola, presidente di Unionchimica CONFAPI.

 

“Si tratta di una tassa che, così come impostata, si fonda su una definizione non chiara di cosa si debba intendere per imballaggi monouso in materiale plastico. Così, ci si allontana da una seria politica industriale tesa a favorire investimenti per ottenere la completa circolarità nel settore della plastica. Ciò potrebbe determinare danni notevoli a tutto il settore, con lo spettro della chiusura definitiva di numerose imprese”.

Secondo Unionchimica, l’export risulterà compromesso con il rischio di subire un arresto della domanda nel settore, con conseguente perdita di competitività che favorirà le imprese concorrenti europee e internazionali. Vi è inoltre l’ulteriore spettro di una contrazione della domanda interna che si ripercuoterà sulla forza lavoro.

La raccomandazione è quella di trovare un metodo costruttivo per accompagnare le imprese verso strumenti innovativi di recupero e riciclaggio mediante soprattutto un rafforzamento delle attività dei consorzi di filiera.

"Chiediamo con forza – conclude Dalola – una revisione immediata del provvedimento auspicando che il Governo, come ha riferito il Viceministro all’Economia Antonio Misiani, sia effettivamente disponibile a ricevere proposte correttive delle parti sociali e delle associazioni di categoria”.

 

QUI l’intervista su TGCOM 24 del Presidente CONFAPI, Maurizio Casasco
 
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