La Cina continua ad acquisire imprese italiane

di Lorenzo Baldoni

Padoan (Apindustria Venezia): "Gli imprenditori del grande Paese asiatico puntano su aziende che hanno redditività"

Il vice presidente di Apindustria Venezia

Continuano anche nei primi sei mesi del 2018 le acquisizioni  da parte di investitori cinesi di imprese in Italia. Si tratta per lo più di medie imprese dei settori che vanno dall’ high-tech ai prodotti di consumo. Gli imprenditori dell’immenso Paese asiatico puntano soprattutto su aziende che hanno redditività. Simone Padoan vice presidente di Apindustria Venezia e componente “Think-Tank” del Tavolo sui mercati strategici in Cina per il Ministero degli affari esteri, dal 2011 organizza fiere, workshop e incontri nella principali città cinesi coinvolgendo anche le imprese italiane. Padoan ha spiegato come si sta muovendo il colosso cinese nel nostro Paese.   "La maggior parte degli investimenti cinesi in Italia rispondono a due motivazioni principali tra loro collegate: investimento di capitali in attività industriali remunerative, che offrano rendimenti più sicuri rispetto a quelli finanziari, che in Cina presentano grande volatilità, e, contemporaneamente, l'utilizzo del brand "Made in Italy", che rafforza immagine ed appetibilità”. Ed ha aggiunto: “I cinesi tendono a preservare l'italianità delle PMI industriali acquisite, le quali' però, devono dimostrare di essere capaci di stare sul mercato e di adeguarsi alle esigenze del mercato dell'investitore cinese”. Anche le piccole e medie imprese del Nord Italia ne sono interessate. “Gli investimenti cinesi nelle Pmi industriali venete sono, in realtà, una opportunità interessante, tuttavia è un fenomeno conosciuto, ma non in modo corretto, dal momento che non esistono strumenti di monitoraggio in merito, sia a livello nazionale che regionale, per via della difficoltà di individuare tutta quella massa di investimenti gestiti e mediati dalla comunità d'affari cinese in Italia, che dal punto di vista delle movimentazioni di capitale viene percepita come residente italiana e non proveniente dall'estero. Si tratta, quindi, di un fenomeno che deve essere ancora studiato a che va gestito al meglio, incentivando investimenti qualificati”Di recente la Regione Veneto nella sede di Palazzo Balbi a Venezia  ha riunito per la prima volta il “Tavolo Cina” con le associazioni di categoria, Unioncamere e Università con l’obiettivo di creare uno scambio di informazioni e creare delle linee strategiche e di relazione con la Cina

 

 

 

 

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