Sta per arrivare in provincia l’evento “Invasioni digitali”, la promozione che viaggia anche sui social.

SELVA DI CADORE. La cultura si aggiorna al nuovo ruolo della rete e degli strumenti digitali. Tra il 20 aprile e il 6 maggio saranno le persone stesse a promuovere la bellezza paesaggistica e culturale delle Dolomiti e farsene promotori. È questo il senso di “Invasioni Digitali”, un movimento culturale nato del 2013 che per il secondo anno di seguito raggiunge il territorio dolomitico. Le Invasioni sono degli eventi durante i quali i partecipanti “invadono” un luogo di cultura e lo raccontano sui social network. Nelle cinque edizioni precedenti 50 mila persone sono state coinvolte in 2000 siti culturali, 16 dei quali nel territorio dolomitico. Il punto di contatto tra l’iniziativa nazionale e il territorio è Dolom.it, un museo virtuale del paesaggio nato in seno all'associazione Isoipse, i contenuti del quale continuano ad essere scritti da centinaia di studenti bellunesi nell'incontro con i testimoni del passato, i musei, le associazioni e gli enti culturali del territorio.

«È un’idea di cultura che viene dal basso», spiegano i co-fondatori Stefania Zardini Lacedelli e Giacomo Pompanin, «una cultura aperta in cui le persone diventano custodi del loro patrimonio, lo raccontano e lo sentono proprio». Le invasioni digitali dolomitiche del 2018 sono state messe in cantiere durante il project work che l’associazione Isoipse, insieme all'ente di formazione accreditato Apindustria Servizi, ha organizzato al museo Vittorino Cazzetta di Selva il 23 e 24 marzo, grazie al finanziamento della Regione Veneto. Obiettivo del corso è l’aggiornamento delle competenze digitali degli operatori della cultura in provincia di Belluno e Treviso: beneficiari sono 70 operatori da 22 musei, cooperative e associazioni culturali per un totale di oltre 250 ore di formazione e consulenza.

Cinque i moduli del corso iniziato a dicembre 2017: dalla didattica museale allo studio dei pubblici, dalla convergenza tra arti performative e tecnologia (in collaborazione con il Teatro la Piccionaia di Vicenza) fino all'approfondimento su copyright e open data. Nell'insieme si tratta di una panoramica globale che punta a incrementare le competenze degli operatori culturali analizzando strumenti, potenzialità e limiti di un medium, il digitale, destinato a divenire la principale piattaforma per lo scambio delle esperienze e la promozione del patrimonio. Presto si conosceranno i luoghi interessati al servizio ma c’è ancora tempo per iscriversi registrando la propria invasione dolomitica sul sito www.invasionidigitali.it.

«La partecipazione è aperta a tutti», spiegano Zardini Lacedelli e Susy Bigontina, ambasciatrici di Invasioni Digitali per il territorio dolomitico. «Basta avere un’idea ispirata al tema delle Dolomiti: da un sito paesaggistico nelle cinque province a un’opera d’arte che lo richiami». Il tema di quest’anno è “I semi della cultura”.

 

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