IL CORSO - Due giorni per partecipare alla costruzione del futuro culturale.

Venerdì e sabato si è tenuto al Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadrore un project work di 48 ore dedicato a Invasioni Digitali, una delle scintille più brillanti del panorama culturale contemporaneo, caso studio del tema delle nuove strategie di marketing culturale e digitale per le località turistiche. Settanta operatori culturali provenienti da ventidue musei, cooperative e associazioni culturali hanno partecipato all'incontro con la consulente Barbara Marcotulli che ha portato al centro della due giorni cadorina il caso studio di Invasioni Digitali, il movimento culturale nato nel 2013 che negli ultimi cinque anni ha portato oltre cinquanta mila persone a invadere i luoghi della cultura condividendone l'esperienza in rete. Un movimento insomma mosso dall'intuizione che le persone non siano semplici fruitori del patrimonio culturale, ma i loro primi ambasciatori attraverso le piattaforme social del web.

Un'idea che nel 2017 ha visto nascere le prime sedici invasioni dolomitiche, promosse e coordinate dal museo virtuale dolom.it e dalla sua associazione promotrice Isoipse. Ma non finisce qui, anzi. Il Project Work di Selva di Cadore infatti è stata solo una delle tappe del corso di formazione I musei e le nuove culture digitali, finanziato dalla Regione Veneto grazie al bando vinto dall'associazione Isoipse insieme a Apindustria Servizi Srl, con la partecipazione di Confapi Veneto è l'aggiornamento delle competenze digitali degli operatori della cultura in provincia di Belluno e Treviso. Cinque i moduli del corso iniziato a dicembre 2017: dalla didattica museale allo studio dei pubblici, dalla convergenza tra arti performative e tecnologia (in collaborazione con il Teatro la Piccionaia di Vicenza) fino all'approfondimento su copyright e open data.

PIÙ COMPETENZE - Dell'insieme si tratta di una panoramica globale che punta a incrementare le competenze degli operatori culturali analizzando strumenti, potenzialità e limiti di un medium, il digitale, destinato a divenire la principale piattaforma per lo scambio delle esperienze e la promozione del patrimonio. Il corso ha anche sviluppato un'apposita piattaforma didattica che permette ai partecipanti di rivedere i video delle lezioni, approfondire, interagire con i docenti e che è ospitata nel museo virtuale dolom.it.

 

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