UN VENEZIANO E DUE ESPONENTI DEL VENETO ORIENTALE IN CERCA DI VOTI DALL'ALTRA PARTE DELL'AREA METROPOLITANA CORSA IN SALITA

CHIOGGIA Uno, parlamentare uscente, viene da Marcon e ha il suo bacino elettorale nel capoluogo. Gli altri due arrivano da Portogruaro e Pramaggiore. Sono i candidati con la valigia, venuti da fuori per rappresentare Chioggia, la Riviera del Brenta e parte del Miranese, territorio quest'ultimo smembrato per ragioni di equilibrio demografico dei collegi fra Venezia e Castelfranco. In comune Mario Dalla Tor (lista Lorenzin), Marco Dall'Acqua (M5S) e Ketty Fogliani (Lega) nei programmi hanno poco, se non l'obbligo di vincere la diffidenza nei confronti dei foresti, che in una città arroccata nelle sue tradizioni come Chioggia può rappresentare un problema.

IN CERCA DI FIDUCIA - A maggior ragione se, come nel caso di Dalla Tor, chiamato a rappresentare il centrosinistra, ha dovuto fare un passo indietro l'ex sindaco ed ex capogruppo regionale del Pd Lucio Tiozzo. «Nessun problema - assicura Mario Dalla Tor - Lucio è scatenato per dare una mano e così Barbara Penzo, candidata nel proporzionale - ma di questo non mi preoccupo. La fedeltà di chi si richiama a quest'area non è un problema. In questa campagna ho cercato piuttosto di incontrare persone di diversi orientamenti, di destra come di sinistra». E intanto, per vincere la diffidenza porta con sè un volantino che esibisce il 100% di presenze in aula e in commissione durante la scorsa legislatura.Il suo avversario naturale sarò il centrodestra che, nel gioco delle coalizioni e dell'alternanza di genere, schiera la leghista Ketty Fogliani, che viene dal Veneto orientale come l'altro principale sfidante, Marco Dall'Acqua, presidente mandamentale di Apindustria a Portogruaro. Un altro trasfertista, che per giunta non è neppure iscritto al movimento: «In effetti mi hanno telefonato - spiega - proponendomi di rappresentare il mondo delle piccole e medie imprese» che lui, come dirigente di un'azienda veneziana di restauri, conosce bene. «Qui mi sento come a casa - mette le mani avanti - perché ho trovato gente che ha voglia di fare, è una bellissima esperienza».

STELLE IN STALLO - Ma anche una bella responsabilità, per un movimento che qui ha costruito la sua fortuna: cinque anni fa i cinque stelle, che nel 2012 avevano sfondato a Mira con l'elezione di Alvise Maniero, divennero il primo partito con il 33% dei voti a Chioggia, il doppio del Pd e nove punti sopra Forza Italia. Non a caso proprio Chioggia ha poi spalancato le porte a un altro sindaco, Alessandro Ferro, mentre in Riviera è stato poi eletto anche Andrea Danieletto a Vigonovo, Comune da cui è partito a gennaio il tour veneziano di Luigi Di Maio. Certo, ultimamente le stelle sono un po' sbiadite, con la recente sconfitta a Mira e le polemiche sulle parlamentarie che hanno allontanato militanti storici proprio in Riviera e nel Miranese.

REBUS AFFLUENZA - Sono anche questi elementi a rendere più incerto l'esito del voto di domenica in questo collegio che conta 251.827 residenti di 16 Comuni, in base ai dati del Censimento 2011. Prima che a rappresentare il territorio, i candidati dovranno prima di tutto convincere gli elettori a fare gli elettori. Il 63,83% dei votanti registrato a Chioggia alle Politiche del 2013 suona già come un campanello d'allarme.

 

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