LAURA LEGA «LE PAROLA D'ORDINE: VIETATO ABBASSARE LA GUARDIA E MASSIMA ALLERTA ANCHE A TREVISO»

LE ISTITUZIONI TREVISO Il Veneto è un territorio appetibile, e il rischio di metastasi tra aziende colluse e attività economiche sane esiste. Per cui l'allerta e massima. Il Prefetto di Treviso segue con molta attenzione il prosieguo dell'operazione Stige, il blitz che ha visto 169 arresti di cui uno nella Marca: quello di Marco Gaiba, ingegnere moglianese titolare della Soluzioni plastiche (ex Chemnet Srl), che da martedì si trova ai domiciliari.

«IL VENETO NON È IMMUNE» «Non parliamo ovviamente del caso specifico, perché sarà poi la Magistratura ad accertare i fatti - afferma Laura Lega - Senza dubbio però quello delle infiltrazioni mafiose è un tema molto importante. Nessuna regione può chiamarsi fuori. Tanto meno il Veneto, che è un territorio estremamente interessante. Proprio per la natura liquida di queste collusioni, l'attenzione è massima anche in provincia di Treviso». Benché al momento non ci siano evidenze specifiche, il Prefetto ha riconvocato pochi giorni fa il gruppo interforze. «Vietato abbassare la guardia. Non è un caso se proprio lo scorso agosto la Prefettura di Treviso ha voluto stilare il primo protocollo contro le infiltrazioni nei contratti pubblici», prosegue. Il Veneto infatti è entrato in moltissimi fascicoli d'inchiesta, soprattutto nel capitolo smaltimento rifiuti.

IL PROTOCOLLO CON CONFAPI Il protocollo approvato congiuntamente dalle prefetture del Veneto e Confapi Veneto (Confederazione italiana piccola media industria) è nato proprio con l'obiettivo di rafforzare la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti per lavori, servizi e forniture stipulati dalle imprese che aderiscono all'Intesa. L'obiettivo? La compilazione di una white list, un elenco di aziende pulite con cui gli imprenditori possono fare affari nel rispetto della legalità. «Nel giugno 2016 a Treviso è stato inoltre organizzato un altro utile momento di confronto con la Direzione Antimafia e l'ordine dei commercialisti. Bisogna sempre vigilare. Aggiungo - conclude il Prefetto - un plauso per l'ottimo lavoro fatto dalle forze dell'ordine e i giudici di Crotone. L'operazione è stata una spallata importante ai traffici ndranghetosi in Italia e Germania. Però non bisogna incorrere nell'errore di considerare i propri territori vergini. Sappiamo che in Veneto la cancrena esiste».

LE ACCUSE ALL'IMPRENDITORE riguarda operazioni che consentono ad aziende colluse con la malavita, di ripulirsi, diventando fittiziamente altro, nell'incontro con società specchiate. Tale pare essere, stando all'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro Giulio De Gregorio, l'iter di Gaiba. L'accusa è di interposizione fittizia: due nomi grossi della ndrangheta nel mirino degli inquirenti, Giuseppe Spagnolo e Gaetano Aloe, «finanziavano la costituzione della società AG Film srl, avente ad oggetto la ricerca, la commercializzazione, la distribuzione, l'importazione e l'esportazione di film in materiale plastico formalmente riconducibile a Francesco Aloe e a Marco Gaiba. In particolare, nella fase di costituzione, attribuivano fittiziamente il 51% delle azioni a Gaiba», che poi le ha cedute a Francesco Aloe.

 

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