In seguito alla sottoscrizione del Protocollo della legalità tra Confapi ed il Ministero dell’Interno lo scorso maggio, è stato siglato un accordo locale tra le prefetture provinciali del Veneto e la nostra associazione allo scopo di rafforzare e intensificare i controlli mirati a prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale.

 

Specificatamente, Confapi Veneto si è impegnata, attraverso le sue articolazioni, a:

  • svolgere opera di sensibilizzazione verso le imprese associate ai fini dell’adesione al Protocollo;
  • promuovere, presso le imprese associate, l’adozione di regole mirate a disciplinare la scelta responsabile dei propri partners, subappaltatori e fornitori;
  • iscrivere in un apposito elenco pubblicato sul nostro sito Internet le imprese aderenti al Protocollo;
  • vigilare sul corretto adempimento degli obblighi assunti dalle imprese associate che hanno aderito al Protocollo ed informarle sull’assunzione di specifici impegni che esso comporta; in particolare, la sottoposizione all’accertamento antimafia volto ad escludere la sussistenza di motivi automaticamente ostativi e di tentativi di infiltrazione mafiosa;
  • promuovere specifici corsi di formazione per diffondere la cultura della legalità.

 

Presso la Prefettura di Venezia, verrà costituita una Commissione per la legalità regionale o interregionale, composta dai rappresentanti delle Prefetture interessate e di CONFAPI Veneto. Sarà anche possibile la costituzione di sottosezioni provinciali, composte dai rappresentanti locali delle Associazioni e coordinate dal Prefetto territorialmente competente, aventi il compito di esaminare le problematiche emergenti in sede di attuazione del Protocollo e di riferire i risultati conseguiti, su base annuale, alla Commissione. Le Prefetture della Regione Veneto si impegnano a monitorare l’attuazione del Protocollo a livello regionale, nonché ad assicurare l’attività di supporto, formazione e consulenza alla rete delle Prefetture della Regione Veneto per l’ottimale applicazione dell’Accordo di legalità.

«Spesso, in passato, la "questione legale" è stata affrontata con leggerezza, con il risultato che troppo tardi ci siamo accorti che la criminalità organizzata si era infiltrata nel tessuto imprenditoriale veneto. Qualsiasi tipo di scorciatoia che non rispetti le vie legali va assolutamente punita, ed è doveroso che le Prefetture operino nel modo più rigoroso possibile per sanzionare chi non rispetta le regole» commentano l’accordo attraverso una nota congiunta, i presidenti di Confapi Padova Carlo Valerio e di Apindustria Venezia Ivan Palasgo, co-presidenti regionali CONFAPI Veneto «Ma se alla Prefettura spetta il compito di vigilare e punire, alle Associazioni di categoria spetta quello di educare, diffondendo una cultura di consapevolezza nelle aziende associate. Siamo noi che dobbiamo creare gli anticorpi che consentano di evitare che le imprese cadano in tentazione. Già nella Scuola di alta formazione che da più di un anno abbiamo creato per diffondere la cultura manageriale nel territorio abbiamo avviato questo tipo di percorso e sin d’ora ci prendiamo l’impegno di inserire nelle prossime edizioni corsi specifici mirati alla formazione alla legalità».

 

LE IMPRESE CHE INTENDONO ADERIRE AL PROTOCOLLO

potranno scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e chiedere supporto per la seguente procedura:

 

  1. L'azienda un'apposita richiesta inoltrando i dati necessari al rilascio delle informazioni antimafia.
  2. L'associazione, dopo averne verificato la completezza, trasmetterà le richieste alla Prefettura ove ha sede l’impresa aderente.
  3. Le imprese che supereranno lo scrutinio antimafia saranno iscritte in un apposito elenco tenuto da ciascuna Associazione di categoria.
  4. Conseguita l’iscrizione, l’impresa aderente presenterà, per il tramite dell’Associazione di riferimento, alla Prefettura di competenza, la lista dei propri partners commerciali, al fine della loro sottoposizione alle verifiche antimafia, in base alle soglie stabilite nell’Accordo attuativo.
  5. Qualora i partners commerciali da scrutinare abbiano le proprie sedi legali in altre province, sarà cura della Prefettura inoltrare le richieste alle Prefetture di volta in volta competenti, le quali, eseguite le verifiche antimafia previste dall’art. 8 del Protocollo attuativo, adotteranno i conseguenti provvedimenti e li trasmetteranno, per le successive comunicazioni, alla Prefettura competente.

 

Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a visitare il sito ne accetti l'uso

  Io accetto i cookies di questo sito.