Il 19 novembre scorso, il Senato della Repubblica ha deliberato la fiducia alla Legge di Stabilità e l'Italia potrebbe essere il primo Stato europeo a riconoscere la disciplina delle Società Benefit.

 

Una volta entrate in vigore le relative norme, accanto alla denominazione sociale, potrà essere indicata la specificazione Società Benefit o la sigla SB, da riportare, a norma di legge, anche in tutti gli atti e nella corrispondenza.

 

Ma cosa implica concretamente essere una SB?

 

La forza di questa tipologia societaria è quello della congiunzione tra profitto e sostenibilità. Nell'esercizio delle sue attività economiche in tale ipotesi, quest’ultima persegue anche una o più finalità di beneficio comune e opera in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e società, enti, associazioni o altri portatori di interesse. In particolare, il beneficio comune perseguito, si deve sostanziare nel perseguimento di uno o più effetti positivi, ovvero nella riduzione degli effetti negativi.

Potranno essere Società Benefit tutte quelle società – di persone, di capitali o cooperative (in tal caso la nuova finalità andrebbe ad affiancarsi allo scopo mutualistico) – che, oltre ad indicare specificamente nell’oggetto sociale le finalità di beneficio comune perseguite, nel concreto le perseguano mediante una gestione che realizzi un sostanziale bilanciamento tra l’interesse dei soci e quello di coloro sui quali l’attività sociale possa andare ad impattare. Tutto ciò nel rispetto della relativa disciplina.
Per le società esistenti sarà necessario modificare opportunamente l’atto costitutivo o lo statuto secondo le vigenti disposizioni del codice civile ed, in tale ipotesi, l’inosservanza di tale disciplina potrà anche costituire inadempimento dei doveri imposti dalla Legge o dallo Statuto e generare, quindi, responsabilità perseguibili nelle forme e nei modi previsti dal Codice per ciascun tipo di società. Tale responsabilità potrebbe, inoltre, estendersi anche al rischio di sanzioni in applicazione delle disposizioni in materia di Pubblicità Ingannevole (ex DLgs. 145/2007) e del Codice del Consumo (di cui al DLgs. 206/2005).

La Società Benefit sarà tenuta a redigere una Relazione annuale da allegare al bilancio e pubblicare sul sito internet della medesima, ove esistente. Al momento, non pare necessario che questo documento debba essere oggetto di deposito presso il Registro Imprese, in quanto non risultano modifiche all’art. 2435 c.c.
All'interno della Relazione dovranno essere descritti gli obiettivi, le modalità e le azioni attuate dagli amministratori per il perseguimento delle finalità di beneficio comune, oltre alle eventuali circostanze che l’hanno impedito o rallentato; deve infine recare una valutazione dell’impatto generato. 

 

Tale valutazione deve essere operata tramite uno standard:

  • esauriente e articolato, sviluppato da un ente non controllato né collegato; 
  • credibile, perché espletato da un soggetto al quale siano consentiti tutti gli accessi necessari e che utilizzi un approccio scientifico e multidisciplinare; 
  • trasparente, assicurando la pubblicità delle principali informazioni ad esso pertinenti (criteri e ponderazioni utilizzate, identità dei soggetti che lo hanno sviluppato e che lo gestiscono, procedimento previsto per eventuali modifiche e resoconto di entrate e sostegni finanziari per escludere conflitti di interesse).

La valutazione dell’impatto, deve comprendere le seguenti aree:

  • governo d’impresa (per valutarne, in particolare, grado di trasparenza e responsabilità nel perseguimento delle finalità di beneficio comune); 
  • lavoratori (valutandone retribuzioni, benefit, formazione, opportunità di crescita, ecc.), 
  • altri shareholders (valutandone le relazioni con la società)
  • ambiente (valutando l’impatto su di esso dell’attività sociale).

La relazione annuale, ancora, deve eventualmente contenere una sezione dedicata alla descrizione di nuovi obiettivi che si intendono perseguire nell’esercizio successivo. A tutela dei soggetti beneficiari, potrebbero non essere inseriti nella relazione annuale taluni dati finanziari.

 

Paolo Filippi

consulente e delegato CONFAPI Industria Vicenza

 

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