TEGLIO. Una linea di finanziamento fino a 50mila euro per le imprese che guardano ai mercati esteri, condizioni promozionali per i prestiti ponte e convenzioni speciali per i dipendenti. È quanto prevede il nuovo accordo tra Apindustria Venezia e la Bcc San Biagio del Veneto Orientale, siglato ieri mattina nella sede dell’istituto bancario in via Ponte Nuovo.
A mettere nero su bianco la convenzione il presidente della Bcc, Luca De Luca, e il responsabile della sezione mandamentale portogruarese di Apindustria, Marco Dall’Acqua. L’accordo si pone l’obiettivo di sostenere e dare impulso alla crescita delle piccole e medie imprese associate, sostenendo i piani di investimento a medio lungo termine per il sostegno di specifici progetti di internazionalizzazione.
Nel portogruarese la sezione di Apindustria punta al coinvolgimento di circa 100 aziende del territorio, sperando di raggiungere a breve già un 30 per cento delle stesse. Requisito principe: un piano di sviluppo serio e che strizzi l’occhio oltre confine.
«Interveniamo concretamente», ha detto Marco Dall’Acqua, «attivando prodotti convenzionati mirati a precisi indirizzi di sviluppo. Stiamo parlando, per esempio, di una linea di finanziamento fino a 50mila euro, con durata 60 mesi, per sostenere progetti di aperture a nuovi mercati esteri. Per l’avvio di nuove imprese innovative e l’attivazione di reti d’impresa vengono invece esentate le spese di istruttoria ed il conto corrente è gratuito per i primi 12 mesi. Per quanto riguarda invece l’accesso alle agevolazioni per le imprese, si predispongono condizioni promozionali per i prestiti ponte sui finanziamenti ottenuti, nonché per operazioni a valere su fondi di rotazione regionale. Infine», conclude Dall’Acqua, «per i dipendenti delle aziende associate sarà possibile aprire un nuovo conto corrente gratuito per i primi 6 mesi». Soddisfatto il presidente della Bcc, Luca De Luca. «Queste convenzioni sono una nostra caratteristica», ha detto il presidente, «e come banca vogliamo contribuire allo sviluppo delle aziende soprattutto all’estero. Chi si apre all’estero ha bisogno di supporto». Pier Orlando Roccato, direttore di Apindustria, parla invece di «passo innovativo ad oltre 8 anni dall’inizio della crisi. Prima», ha detto Roccato, «banche e imprese non riuscivano a viaggiare sull stessa lunghezza d’onda. Ora invece si sta procedendo sul binario corretto: le banche devono sostenere le imprese e queste ultime, però, devono capire la giusta direzione d’investimento. Solo così possiamo guardare con fiducia al domani».

 

Fonte: La Nuova Venezia

 

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