QUARTO D’ALTINO. Mostre permanenti sul vino e serate a tema con i sommelier. Ma anche lavorare per intercettare i turisti delle zone balneari e portarli ad Altino, nonché creare una rete di collegamenti con gli altri siti archeologici del territorio.
Ecco alcune delle iniziative pronte a essere messe in campo per il rilancio del Museo nazionale archeologico di Altino. Una sorta di “road map” per un museo visto come laboratorio. Le novità sono state abbozzate in un incontro con il Polo museale che ha visto la partecipazione del presidente del mandamento di San Donà di Apindustria, Roberto Dal Cin, nonché dell’editore di “Taste Vin” Annibale Toffolo, di Luigi Lago della “Luigi Wines” e dei ristoratori dell’Osteria Pajer di Fagarè, Elia e Marco Morellato. L’incontro si è tenuto nella sede del museo. In prima linea nel progetto di rilancio del sito archeologico altinate ci sono anche il mondo del vino veneziano e della Marca trevigiana. Basti pensare a Franco Passador, direttore generale di Vivo-Cantine viticoltori del Veneto Orientale. Oppure a Fiorenzo Lorenzon de “I padroncini” di San Biagio di Callalta. Tra le proposte emerse, vi sono l’organizzazione di sei mesi di mostra permanente sul vino e di cene a tema coinvolgendo i sommelier dell’Ais. Ma è stata evidenziata anche l’esigenza di intercettare i turisti delle zone balneari, per portarli a visitare il museo. Nonché l’idea di creare un collegamento forte con altri siti archeologici del territorio, quali Oderzo e Aquileia. «Ci sono 12 milioni di turisti tra Jesolo e Cavallino d’estate. Oltre al mare, c’è un entroterra unico immerso nel verde e ricco d’acque. E va valorizzato», ha commentato Dal Cin. Sulla stessa linea Passador, delle cantine Vivo: «Crediamo da sempre nella cultura e nei siti che rendono famoso il nostro territorio». «Il mondo del vino può costituire il traino per il rilancio del museo», ha assicurato l’editore Annibale Toffolo, «enogastronomia e cultura hanno spesso rappresentato un binomio vincente». L’incontro ad Altino è servito, dunque, per porre una buona base operativa sulle possibili iniziative da sviluppare.

 

Fonte: La Nuova Venezia

 

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