Forni crematori cercasi. Negli ultimi mesi è considerevolmente aumentata la mortalità nel Sandonatese, intorno al 30%, e così si è evidenziata la necessità di avere in loco un impianto per la cremazione dei defunti. Lo chiedono le imprese funebri e anche i parenti dei defunti costretti a snervanti attese. Ci sono salme che hanno dovuto attendere anche un paio di settimane per trovare un posto tra gli impianti di Spinea, Marghera, Treviso. Qualche impresa ricorre a Cervignano o addirittura fino a Ravenna. Queste attese e viaggi causano tensione e spazientiscono soprattutto i parenti dei defunti che devono affrontare tutti i disagi conseguenti al dolore per la perdita del caro estinto. Ecco perché un forno crematorio a San Donà potrebbe essere la soluzione e già qualcuno in Comune o nella maggioranza ne ha discusso. «Il problema esiste», spiega Andrea Bustreo, noto impresario funebre e referente di Apindustria, associazione piccole e medie imprese di San Donà, «San Donà è un riferimento per un territorio molto vasto e giustificherebbe la presenza di un impianto».
Il Comune ha esaminato la questione, anche perché l'ipotesi che venga realizzato a Jesolo appare abbastanza remota. La Regione dovrà fare un piano per una razionalizzazione territoriale. Al momento la giunta sandonatese non ha preso in considerazione di realizzarne concretamente uno, che dovrebbe comunque essere adiacente il cimitero per legge.
Ecco perché al momento non sarebbe possibile pensare alla zona industriale oppure all’ex jutificio, come ventilato. Ma la discussione è stata affrontata sulla base delle segnalazioni. L’ipotesi sarebbe il coinvolgimento del Comune attraverso una finanza di progetto con i privati.

 

Fonte: La Nuova Venezia

 

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