QUARTO D’ALTINO. Aumenta dall’1,5 al 2 per cento la contrazione di prestiti alle imprese veneziane da parte delle banche nel terzo trimestre 2016 rispetto al precedente. Il report è stato effettuato dall’ufficio studi di Apindustria Venezia e riguarda le piccole medie imprese (pmi) del veneziano. Il direttore di Apindustria Venezia Pier Orlando Roccato e l’avvocato Silvia Sardena dello Studio Eulex di Padova, esperta di diritto commerciale, hanno analizzato il problema. «Oggi il 40-45 per cento delle pmi della provincia di Venezia continua a vivere in sofferenza dalla crisi del 2008», spiega Roccato, «Bisogna ridare fiducia alle imprese, ma non con slogan. Servono misure concrete».
Sardena afferma che la crisi abbia portato con sé effetti negativi che si rispecchiano ancora oggi nell’attività quotidiana delle piccole e medie imprese. Secondo lui in questi anni il credito all’economia si è contratto in maniera consistente, fino a quasi arrestarsi. Il quesito è quanto la riduzione del credito sia dipesa dalla contrazione della domanda di fondi (per effetto del fallimento di molte imprese) o quanto invece abbia tratto origine da un restringimento dell’offerta da parte delle banche, restringimento che starebbe quindi esacerbando la recessione.
«Banche e impresa hanno cercato di dare una soluzione al problema della riduzione del credito. La risposta del mondo dell’impresa è stata la ripresa dell’utilizzo dei circuiti di baratto, dove vengono scambiati e venduti beni tra gli aderenti al circuito, ma le transazioni economiche non avvengono mediante pagamento in moneta corrente, l’euro, ma avvengono in moneta complementare».

 

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