Per il Veneto Orientale è necessario sfruttare il turismo; non ci aspetta un autunno facile. Nonostante la lieve ripresa per le piccole e medie imprese sandonatesi la strada è ancora in salita come ha già ben spiegato il direttore di Apindustria Venezia, Pier Orlando Roccato.

Per quanto riguarda le imprese del manifatturiero è necessario aggregarsi per crescere e sul problema dell'edilizia sarà fondamentale puntare su quella conservativa, il recupero dell'esistente, la sicurezza ed il risparmio energetico. Ci sono delle note positive rappresentate dall'agroalimentare e soprattutto dal vino anche nel Sandonatese-Portogruarese come evidenziato dal direttore generale di Vivo Cantine Franco Passador. E ciò ben si collega al nostro "oro nero" che abbiamo in casa, vale a dire il turismo. E qui la nostra associazione sta da tempo portando avanti una seria progettualità perché il turismo anche per la nostra area è vitale.

Oggi le istituzioni, gli operatori turistici e tutto il mondo che ruota attorno a tale economia, dovranno rivedere alcuni aspetti. Non si può più programmare sui tre-quattro mesi clou (maggio-massimo metà settembre) dove concentrare e potenziare le offerte. Per quanto riguarda le spiagge vicino a San Donà occorre rendere appetibile il territorio, creando eventi culturali che possano interessare anche ai turisti dell'entroterra. Abbiamo un sito archeologico come il Museo di Altino, dei corsi d'acqua collegati alla Marca Trevigiana stupendi. Oggi la Ue finanzia determinati progetti legati all'alimentare-turistico. Inoltre bisognerà promuovere il nostro territorio in Europa e avere una stagionalità dagli otto ai dieci mesi. Una miglior promozione del territorio rilancerebbe di i settori artigianale e manifatturiero collegati. Noi siamo collegati anche a magnifiche realtà vicine con le quali è possibile fare rete. E non dimentichiamo che lo "slow tourism" alla riscoperta dei magnifici fiumi e dell'ambiente sta prendendo piede e va implementato. Con esso tutta la rete delle piste ciclabili: serve perfezionare e completare i collegamenti in modo tale far giungere il turismo dal Nord Europa che predilige le due ruote fino a Venezia e Jesolo. In questo la confinante provincia alto atesina ha fatto in questi anni passi da gigante.

Adriano Peretti Vice presidente Api mandamento di San Donà VENEZIA: "Lo spopolamento a Venezia è irreversibile, con il minimo storico sotto i 55 mila abitanti entro il prossimo mese di settembre. Non mi stupisco, nessuno si stupisce più. Per colpa del turismo, per colpa della vita sempre più frenetica che non può andare d'accordo con i ritmi del centro storico. Ho fatto qualche calcolo: se perdiamo circa 500 abitanti all'anno, 5.000 abitanti in dieci anni, va da sé che tra cent'anni Venezia non ci sarà più. Morta."

 

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