San Donà. Il calo del valore della sterlina potrebbe compromettere l’export Roccato (Apindustria): «In Europa si stanno riavviando mercati fermi da tempo»

Prosecco del Veneto Orientale: una bottiglia su due vola, o volava, oltre Manica. Al secondo posto c’è il Pinot Grigio altro prodotto graditissimo in Inghilterra.
Franco Passador, direttore di Vivo Cantine, un’azienda di oltre 2000 soci con 65 milioni di euro di fatturato guarda il futuro del mercato con attenzione dopo la Brexit. Nel 2015 sono state esportate 365 milioni di bottiglie di Prosecco, 86 milioni delle quali hanno superato la Manica. Sei milioni di bottiglie in Inghilterra arrivano dai produttori della provincia di Venezia e quasi 1 milione di bottiglie circa dal Sandonatese-Portogruarese. Sul caso Brexit il presidente del Consorzio del Prosecco Doc Stefano Zanette invita a non creare allarmismi: «C’è da preoccuparsi lo ammetto, ma non oltre il limite. L’Inghilterra è un mercato di grande interesse anche per il Sandonatese. Qualche preoccupazione potrà arrivare dal cambio. Attenzione però, perché se abbiamo paura noi chi produce champagne, non potrà dormire sonni tranquilli».

Export alle stelle in generale per il Veneto Orientale. Lo conferma un’indagine di Apindustria nel Sandonatese. I settori trainanti sono il tessile e abbigliamento (+15-18%), la meccanica (+7-9%), l’agroalimentare (+8%) e metalli con le fonderie (+3-4%). La recente indagine dell’Ufficio studi di Apindustria Venezia è chiara. I principali mercati di sbocco per Le Pmi sono quelli europei, quindi Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. Oltre i confini europei spiccano Usa, Cina, Messico, Turchia e Corea. «Da questa analisi appare in maniera inequivocabile che il sistema estero tiene, anzi, si stanno riavviando mercati in Europa fermi da tempo», spiega il direttore di Api Venezia Pier Orlando Roccato, «appare anche chiaro, d’altra parte, l’incapacità strutturale delle nostre piccole e medie industrie, ancora deboli nel sistema export rispetto alle grandi, di muoversi in maniera aggregata per sfruttare al meglio le loro potenzialità. E a proposito di Brexit, Roccato appare perplesso. «L’uscita dall’Unione Europea», dice, «pone in prospettiva il venir meno della libera circolazione delle merci, con relativi costi e, da subito, una svalutazione della sterlina rispetto all’euro. Cioè un aumento dei prezzi per i clienti inglesi. Ma ciò che più possiamo temere è il clima di incertezza che può colpire tutti i consumatori europei, con conseguente calo generalizzato dei consumi».

 

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