I dati ufficiali diffusi da Ca' Foscari. Muraro: siamo nell’occhio del ciclone.

I finanziamenti erogati dalle banche e dalle società finanziarie alle imprese, comprensivi delle sofferenze, sono diminuiti del 3,2% alla fine del 2015 (-1,7% nel 2014). La flessione dei prestiti è stata più marcata per il comparto delle costruzioni (-8,4%) rispetto a quelli manifatturiero (-2,3%) e dei servizi (-2,6%). Il miglioramento della situazione di liquidità delle imprese (e condizioni di offerta delle banche ancora caute verso quelle più rischiose) hanno invece contribuito alla sensibile contrazione delle aperture di credito in conto corrente e per anticipi su crediti commerciali.

La lunga recessione sperimentata dall'economia veneta ha determinato l'uscita dal mercato di numerose imprese, anche nel 2015, incidendo fortemente sulla rischiosità dei prestiti bancari. Contemporaneamente i criteri di selezione degli istituti di credito sono divenuti più rigorosi, in particolare nella valutazione degli indici di bilancio delle imprese. La crisi ha inoltre selezionato le imprese caratterizzate da indici economico-finanziari migliori che, al contempo, hanno teso a riequilibrare la struttura finanziaria, con un aumento della quota di debiti a medio e a lungo termine e una diminuzione del grado di indebitamento.

Ancora tutto da valutare lo tsunami bancario veneto, che si ripercuoterà nei conti del 2016. «Siamo ancora nell'occhio del ciclone» ha commentato il presidente di Cassa di Risparmio del Veneto Gilberto Muraro. «Per valutare correttamente la ripercussione sul tessuto economico veneto ci vorrà ancora del tempo. Una cosa è certa: la bolla qui è stata molto più grande che altrove. Come osservatore sono comunque fiducioso, il territorio veneto saprà guarire le ferite brucianti: si tratta di ferite, per quanto gravi, non di colpi mortali». E Muraro indica la via che stanno seguendo gli istituti di credito: «La tecnologia porterà ad un ridimensionamento delle operazioni allo sportello, con conseguente minore occupazione».

Nel 2015 il miglioramento della situazione economica ha manifestato i primi segnali positivi sulla qualità del credito alle imprese, con una diminuzione del flusso dei nuovi prestiti deteriorati. L'incidenza dei prestiti deteriorati permane però su livelli particolarmente elevati nel settore delle costruzioni. Molte le reazioni. Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale del Veneto, afferma che «i dati presentati da Maurizio Trifilidis, direttore della sede di Venezia di Bankitalia sono indubbiamente incoraggianti e tratteggiano un Veneto che è salito sul treno della ripresa: il 2% di incremento del Pil è un indice molto importante, che pone la nostra regione ai livelli delle migliori economie europee». Ciambetti invita alla prudenza: «se teniamo conto del peso dell'export per la nostra economia e il rallentamento registrato dalle economie di molti paesi emergenti - ha detto - occorre molta cautela nel valutare lo scenario sebbene i segnali nel loro complesso siano incoraggianti e tra questi metto in risalto il dato occupazionale, la diminuzione del ricorso agli ammortizzatori sociali e non da ultimo la diminuzione del tasso di deterioramento netto del credito alle imprese. Tra i dati più inportanti, la grande tenuta del turismo che conferma il Veneto la prima regione in Italia».

 

FONTE: LA NUOVA DI VENEZIA

 

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